Della Banca Centrale Cinese

Delle élite coloniali di Hong Kong
Uno dei principali magnati di Hong Kong è  Li Ka-Shing, uno dei più ricchi d’Asia del suo tempo, forse il più ricco. Poi c’è il padrino immobiliare Henry Fok, il re del gioco d’azzardo Stanley Ho, e l’uomo che dovrà essere nominato dai burattini di Pechino per governare Hong Kong, dopo la dipartita ufficiale dei burocrati inglesi, Tung Chee-Wa. È bene comprendere che questi personaggi diventano ricchi e potenti nell’ambito della colonia britannica, perché questo significa che sono controllati dalla City di Londra e sono scelti come leader, e cioè come vassalli, di quella colonia, come dimostra l’ascesa di Li Ka Shing. Nel 1979, Li viene messo a capo della Hutchinson Whampoa, una delle imprese britanniche storicamente dominanti sull’economia di Hong Kong; non si viene messi a capo di quell’impresa rispondendo a qualche inserzione sul giornale. La scelta del personaggio, forse per via delle sue capacità manageriali, appartiene alla confraternita bancaria di Hong Kong.

Nel 2000, la regina del Regno Unito gli dà il titolo di “Cavaliere dell’ordine” dell’impero britannico. Negli anni ’80 i magnate di Hong Kong incontrano i burocrati di Pechino diverse volte. Ne cavano un accordo in base al quale sono proprio loro a suggerire istituzionalmente i vertici dell’apparato comunista sulle dinamiche mercantili alle quali dovevano adeguare la nazione comunista. In ritorno, i magnate hanno accesso privilegiato al bacino di opportunità d’accrescimento economico in terraferma cinese. Nel 1984, i due gruppi (magnati di Hong Kong e burocrati comunisti cinesi) fondando CITIC, l’organizzazione che gestisce la trasformazione della Cina comunista in una finta (come le altre d’occidente) economia “di mercato”.

Delle Triadi
Molto genericamente, si dicono “Triadi” quelle società segrete, e quei gruppi criminali, che originano nel diciottesimo secolo in Cina con lo scopo di far fuori la dinastia dei Qing. Per più di un secolo “gli illuminati” – io leggo, i padroni delle banche centrali – fanno la guerra alla dinastia Qing. Le Triadi corrispondono al loro ennesimo trucco sovversivo, perché instillano i semi della rivoluzione, e agiscono come la massoneria nelle cosiddette “rivoluzioni” d’occidente. Durante le guerre dell’oppio, le Triadi aiutano a distribuire la droga in Cina. Il famoso movimento rivoluzionario, e il suo governo “nazionalista”, che depone la dinastia Qing nel 1912 è una coalizione di gruppi delle Triadi. San Yat-Sen, l’uomo che guida la coalizione nazionalista che rovescia la dinastia Qing nel 1912, è un membro delle Triadi, è armato, addestrato e finanziato – secondo uno schema identico e ripetuto per secoli – dalla colonia britannica di Hong Kong. Ma questo non basta, anche l’assassino, ed ex rapinatore di banche, Chiang Kai-Shek è un membro delle Triadi. Quando i finti comunisti prendono il potere in Cina, nel 1949, cacciano fuori a calci-in-culo tutta la canaglia delle Triadi dalla terraferma cinese. Buona parte di questi trova riparo a Hong Kong, ma deve ridimensionarsi con i nuovi vassalli, tutto il resto, il peggio, se ne va in nave a Formosa ad arraffare ed ammazzare quello che può.

Chiang Kai-Shek, a capo delle bande che se ne scappano a Formosa, continua, o, sarebbe meglio dire, riprende, a ricevere i finanziamenti dagli Stati Uniti d’America, finanziamenti interrotti quando i suoi combattevano contro comunisti e giapponesi, perché si voleva che egli perdesse il potere e che al suo posto fosse instaurato l’agente britannico, il finto comunista infiltrato, Mao Zedong. Oggi, le Triadi esistono ancora. Ai tempi delle guerre dell’oppio, a resuscitarle pensano i bravi padri gesuiti presenti nell’area di Canton, e sono ben presenti anche nelle altre realtà in cui possono sparire nella moltitudine di una vasta comunità cinese, per esempio, in Canada, nel Regno Unito, negli Stati Uniti ed in Australia. Secondo Fritz Springmeier, le Triadi sono la confraternita criminale più potente del mondo – anche se abbiamo visto come è facile cacciarli dalla Cina nel 1948 – ma niente a che vedere con gli illuminati e il comitato dei 300. La MAFIA italiana è una cosa ridicola in confronto.

Le Triadi sono quasi intoccabili da qualunque forza di polizia giudiziaria nel mondo. Una delle ragioni più importanti di questo potere è il fatto che sono associate alla massoneria per il traffico di droga, dal triangolo/quadrangolo d’oro, che è secondo solo all’Afghanistan (“secondo”, poi, solo di recente, e per ovvi motivi, dovuti alla presenza diretta dell’esercito anglo-americano e della CIA in medio oriente)  e che resta importante anche ai giorni nostri, perché finanzia e fluidifica la liquidità in denaro contante, sempre utile per le operazioni clandestine, che non necessariamente devono essere approvate dai parlamenti. I magnate comandano Hong Kong e le Triadi la gestiscono. Alcune di queste sono Sun Yee On, Wo Hop To e 14K. Per riunire Hong Kong con la Cina comunista, nel 1997, è necessaria, ai burocrati delle terraferma cinese, la cooperazione di questi gruppi. Nei primi anni ’80, il governo centrale organizza riunioni segrete con i “capi-dragoni” delle Triadi più importanti operanti in Hong Kong e assicurano loro la continuità delle loro operazioni illecite in cambio di non interferenza con le procedure di annessione.

In seguito al successo di queste negoziazioni, Deng Xiaoping definirà queste Triadi “guppi patrioti” e la stampa di Hong Kong pubblicherà una foto di Charles Heung, un alto esponente della Sun Yee On, che se la chiacchiera con la figlia di Deng. Seguiranno investimenti delle Triadi in Cina comunista, particolarmente in Shanghai e Canton (Guangzhou). Non possiamo sapere quanta parte dei flussi finanziari da Hong Kong verso la Cina siano originati in Hong Kong e quanta parte provengano da imprese estere con uffici e/o banche in Hong Kong. Sia come sia, almeno fino al 1992, Hong Kong è la seconda, per grandezza di spesa, nazione investitrice in Cina comunista, dopo quella degli Stati Uniti d’America, e le imprese più importanti inviano direttamente i loro beni e i loro bonifici, dagli Stati Uniti alla Cina continentale, senza necessariamente farli sempre transitare da Hong Kong. Fra queste imprese, è degno di nota anche l’impegno statunitense in conferimenti di beni materiali, tecnologia militare, d’ingegneria e d’ingegneri militari e tattici. È utile ricordarlo perché ricalca lo schema degli aiuti/investimenti (illegali) statunitensi alla Russia nel dopo guerra (piano Marshall) e perché gli sciacalli giornalisti delle TV e della stampa occidentale fanno sembrare la Cina rossa come una nazione ostile o nemica a quella americana, perlomeno in una visione prospettica. In realtà si tratta di un altro prodotto del lavoro dei grandi usurai, dei padroni delle grandi banche d’emissione internazionali. I trasferimenti di competenze d’ingegneria militare si hanno anche aprendo le porte delle università americane agli studenti cinesi che hanno accesso agli ambienti USAF e ai teatrini NASA, dove apprendono anche loro come simulare i finti viaggi spaziali.

Su Sun Yat-Sen, Triadi o non Triadi, dobbiamo ricordare che è istruito negli Stati Uniti d’America secondo la tradizione J.Q. Adams e Abraham Lincoln. Ad un certo punto si  determina, probabilmente opponendosi in qualche misura alle manovre dei suoi padroni banchieri esteri, come hanno fatto Jackson, Lincoln e Jefferson, prima di lui e come farà Gaddafi in Libia molti anni dopo di lui, assieme ad altri disadattati che sono rovesciati, e deve essere per questo che lo avvelenano. Però, per lui come per gli altri, resta sempre da chiedersi come è andato al potere, chi lo ha collocato a capo della nazione. La domanda è sempre la stessa e vale per tutti, anche per i dittatori cinesi, finti comunisti o finti repubblicani: Sun Yat-Sen, Chiang Kai-Shek e Mao Zedong. Abbiamo visto in altri lavori che il meccanismo con il quale si mette un anonimo a capo di una grande nazione è simile un po’ in tutto il mondo, vale quindi anche per Lenin e Stalin in Russia, per Hitler in Germania, per Fidel Castro a Cuba e per Barak Obama negli Stati Uniti.

Mandarini e burattini
Ecco in estrema sintesi la cronologia delle vicende principali dei quattro grandi rivoluzionari della Cina moderna: Sun Yat-Sen, Chiang Kai-Shek, Mao Zedong e Deng Xiaoping.

1911 – la dinastia Qing viene defenestrata e viene installata una repubblica; a capo della nazione viene collocato il Dr. Sun Yat-Sen.

1925 – muore Sun Yat-Sen, avvelenato da una spia britannica (Cohen), ammalatosi lentamente, inutilmente ricoverato e operato in una clinica della fondazione Rockefeller.

La Cina di quel tempo è divisa e caotica (Russell), diverse bande armate se la dividono, una di queste è quella di Chiang Kai-Shek, che è un ex dipendente diretto di Sun, che è a sua volta membro di una delle associazioni dette Triadi.

 

1927Chiang assalta la banca centrale che TV Soong tiene per conto dei Rothschild, con soldati russi misti ai suoi. Soong gli dà in sposa la sua seconda sorella, essendo la prima delle sue tre sorelle già assegnata in sposa a Sun; oltre a ciò, gli dà 3 milioni di dollari e lo mette a capo della nazione. Quindi abbiamo un banchiere (Soong), che lavora per la famiglia Rothschild e che decide chi diventa il nuovo capo dello stato e del governo (il rapinatore di banche Chiang); sempre Soong finanzia il nuovo capo di stato che ha incaricato lui stesso e gli mette alle costole una delle sue tre sorelle, avendo già collocato la prima delle sue tre sorelle alle costole del predecessore di Chiang, il suo ex padrone Sun. Alle costole di chi verrà collocata la terza sorella di Soong?

1931 – Si mandano soldati giapponesi ad invadere la Manciuria.

1937 – Si mandano soldati giapponesi ad invadere il resto della Cina.
Chiang, sponsorizzato ufficialmente dagli Stati Uniti d’America e dall’occidente, si ritrova solo e poco armato – perché a quel punto gli aiuti degli “alleati” non gli giungono più e, anzi, si dirottano propprio verso i suoi avversari finti comunisti – a tentare di fermare l’invasione giapponese. Nel frattempo, Mao Zedong se ne sta al balcone ad aspettare e, alto patriota, non muove nemmeno un muscolo per fermare l’invasione giapponese.

1949 – Nonostante il Giappone sia fra le nazioni soccombenti della seconda guerra mondiale, nonostante gli invasori giapponesi siano ricacciati al Giappone, Chiang viene defenestrato, spedito con le sue bande di assassini a trafficare droga in tutte le terre vicine alla Cina comunista; molti di loro e lo stesso Chiang riparano a Formosa; al posto di Chiang e dei suoi compari viene installato il regime comunista, con a capo l’agente britannico Mao Zedong, uno sterminatore più bravo del suo collega Stalin, che in quarant’anni riesce a far morire dai 60 ai 100 milioni di suoi concittadini.

1976 – Muore finalmente Mao Zedong e Deng Xiaoping, dopo le dovute riunioni con Rockefeller e Kissinger, inizia le riforme economiche; riprende grassissimo il grande flusso di finanziamenti stranieri verso la Cina comunista.

2001 – 13 settembre, il governo cinese sottoscrive gli impegni del WTO (due giorni dopo il finto auto-attentato di New York).

2005 – Inizia il declino economico cinese, o il rallentamento della sua crescita, per gli effetti, sempre perniciosi, delle medicine del WTO.

2008Riforma fiscale retroattiva al marzo del 2007 (offuscata dalla commedia delle olimpiadi, dalle proteste tibetane e dal provvidenziale terremoto nello Sichuan). Da qui in poi, l’economia della Cina potrà solo peggiorare (e questo significa che tutte le proiezioni fatte dagli economisti occidentali degli ultimi 15-20 anni le possiamo buttare tranquillamente nel cesso, come sempre accade con le inutili previsioni degli economisti.

 

Cerchiamo ora di osservare qualche dettaglio della vita degli individui che si vendono come i protagonisti della storia della Cina moderna.

 

Sun Yat-Sen
È attivo almeno in una associazione massonica, la Chinese Freemasonry. Riprendiamo da quella frase triste, tratta dal capitolo V del rapporto sulla Cina del suo contemporaneo Bertrand Russell,

..la Cina, dopo aver avuto l’imperatore per quaranta secoli, ‘decise’, undici anni fa, di diventare una repubblica democratica..”

Chi ha letto fin qui ricorderà come io non mi stanchi mai di ripetere che certe espressioni, come “la Cina”, che non è la Signora Cina, oppure, “la Cina decise..”, che non è la Signora Cina a decidere, sono cretine e fuorvianti. Le decisioni vengono prese da persone, da singoli individui, individui collocati in posizioni chiave di potere, oppure individui che, pur non essendo esposti sotto ai riflettori, gestiscono e coordinano le attività dei burattini collocati al “potere”. In ogni caso si tratta di individui singoli, in carne ed ossa, con nomi, cognomi e indirizzi, e, se non vengono nominati, o non si vuole dire chi sono oppure non lo si sa; nel primo caso si fa della propaganda spicciola, che si nutre di confusione, nel secondo caso si sta semplicemente parlando a vanvera.

La dinastia imperiale della Manciuria, la dinastia Qing, viene defenestrata nel 1911. Subito dopo, una repubblica viene installata in Cina e il capo di questa repubblica si chiama Sun Yat-Sen. Cristiano, credente praticante, sì, ammaestrato negli Stati Uniti d’America, sì, più orientato dall’immagine di Lincoln che da quella della banca d’Inghilterra, forse. Nondimeno, la domanda è ancora la solita: come si colloca a capo dello stato e perché? Si vende ai più la solita novella, che si sente e si risente ogni giorno anche in rapporto alle invasioni moderne, sul popolo sottomesso, imbestialito contro la dinastia, che si desta all’improvviso e pretende le istituzioni repubblicane, magari addirittura democratiche! Oppure è la sua istruzione occidentale che consente al dr. Sun di trasmettere gli ideali democratici e repubblicani ad una popolazione di milioni d’individualisti, abituati a vivere sotto la gestione imperiale? Con quali mezzi di comunicazione? Con quali finanze? (Ho trovato altre fonti che confermano il rapporto di Sun Yat-Sen con le Triadi, vedi “Dope-inc.” pag. 58 e 392). Per un verso o per l’altro, le Triadi muovono guerre e/o ribellioni diverse volte prima del 1911. Ma a noi ora interessa solo questa fase, perché dobbiamo solo capire come il Dr. Sun va al potere. Il Dr. Sun è legato alla società Hung, che è considerata sovversiva e fuorilegge già dal 1890 (l’elenco bibliografico per approfondire sulla Triade Hung è a pagina 53 di “Dope-inc.”). Oltre ad appartenere a una di queste associazioni segrete che combattono con la sovversione la dinastia Qing per più di un secolo, Sun Yat-Sen è sposato con una delle sorelle di TV Soong.
Chi è TV Soong? E come usa le sue tre sorelle?

 

Le sorelle Soong
Le sorelle sono tre, anche se a noi qui ne interessano due. Sono le figlie di una delle più ricche famiglie cinesi del periodo 1912-49.

Soong Ai-Ling, la più grande, si sposa con H. H. Kung (Kong Xiangxi) un ricchissimo industriale e potente politico del ventesimo secolo.

Soong Ching Ling, la seconda sorella, sposa proprio Sun Yat-Sen, il rivoluzionario repubblicano che viene indicato come il fondatore della repubblica cinese, dopo aver defenestrato la dinastia Qing, e dopo anni di sedizione con le Triadi. Sun Yat Sen è istruito, ricordiamolo, negli Stati Uniti d’America, e ha a corte tutto un entourage che parla in inglese e un capo di stato maggiore/guardia del corpo britannico-canadese, “finto ebreo” (Morris “two guns” Cohen), che presto inizierà ad avvelenarlo. Quando i finti comunisti verranno messi al potere in terraferma cinese, nel 1949, Ching Ling sarà accolta tra i massimi dirigenti del partito del presidente comunista Mao Zedong, mostrando a tutto il mondo come sia facile gabbare gli storici, la canaglia dei finti giornalisti, e i contribuenti.

Soong Mei-Ling è la sorellina più piccola, la terza, e verrà data in sposa a Chiang Kai-Shek, successore di Sun Yat-Sen, capo dell’organizzazione criminale transnazionale del Kuomintang (KMT) che, sposato con la sorellina di TV Soong, diventa il nuovo presidente della Cina repubblicana.

TV Soong
TV Soong è il fratello delle tre sorelline, il primo maschio che nasce nella famiglia Soong. È un signore molto ricco che viene incaricato di fondare la banca centrale cinese, coprire incarichi come ministro delle finanze per il KMT negli anni ’20 e ministro degli affari esteri negli anni ’40. Come accade ancora ai giorni nostri, le cariche pubbliche sono intercambiabili con quelle private, soprattutto a certi livelli, quando non si capisce mai che differenza c’è fra il pubblico e il privato. In ogni caso, qui abbiamo da notare un fatto fondamentale. Sia nel 1911-12 che nel 1927, i due capi di stato si sposano con le sorelle del padrone della banca centrale. Allora come oggi, è il padrone della banca centrale che decide chi va a capo del governo e, il padrone di quella banca centrale è TV Soong, che la tiene però in associazione con, o per conto della, famiglia Rothschild. E perciò possiamo dire che i due esponenti delle Triadi sono messi a capo del governo, per motivi diversi e in circostanze diverse, con l’approvazione della famiglia Rothschild. Non dimentichiamo che in quel tempo anche la dinastia Rockefeller è presente in Cina con Standard Oil, con la farmaceutica, la chimica, e le fondazioni che gestiscono scuole e università straniere in Cina, ospedali ed altre istituzioni di prestigio.

Charlie Soong
Charlie Soong è il padre delle tre sorelline e di TV Soong, e anche padre dello stesso TV Soong, probabilmente, oltre che di diversi altri pargoli. Egli vuole che tutti i suoi figli siano ammaestrati negli Stati Uniti d’America e ce li manda tutti, fin da giovanissimi, dopo averli fatti studiare in scuole di lingua inglese a Shanghai. Le sorelle vanno ad uno dei più prestigiosi istituti d’arte liberali, Wesleyan College, di Macon, in Georgia. Nel 1909, Ai-LIng torna in Cina e lavora come segretaria di Sun Yat-Sen, su raccomandazione di suo padre. È lei che gestisce la corrispondenza ed è lei che decodifica i messaggi cifrati provenienti dagli altri colleghi rivoluzionari di Sun. Quindi abbiamo chiaro chi è il tramite tra gli esecutori materiali degli atti sovversivi, i “rivoluzionari” delle Triadi, e i banchieri delle banche centrali, i cui padroni sono sempre le dinastie occidentali. In questo caso specifico è Soong Ai-Ling. Entrambi Sun e Charlie Soong sono ferventi cattolici e pare che si siano conosciuti proprio durante qualche servizio religioso; non è escluso che dietro le Triadi, come accade durante le prime guerre dell’oppio, ci sia ancora una volta la presenza diabolica dei gesuiti, culo e camicia con le operazioni delle banche centrali, sia di quelle funzionanti che di quelle ancora da installare. È Charlie Soong che foraggia i viaggi di Sun Yat-Sen oltreoceano, per andare a rastrellare i finanziamenti esteri necessari alla “rivoluzione”. I finanziamenti di Charlie Soong sono uno degli elementi chiave che consentono il colpo di stato del 1911, con il quale viene esautorata la dinastia Qing (1644-1911) e fondata la dittatura militare cosiddetta “repubblica” cinese.

Ad un dato momento, capita che Ai-Ling, la sorella maggiore, si sistema con un buon partito, sposa H.H. Kung, e, da quel momento in poi, cessa di fare da segretaria particolare, per conto di suo padre, a Sun Yat-Sen. Il suo posto viene preso dalla seconda sorellina, Ching Ling, nel 1914. Sun è già sposato e ha più del doppio degli anni di Ching Ling, ma la leggenda vuole che i due s’innamorino perdutamente e che tentano inutilmente di fare le loro cosine di nascosto.

Sempre secondo la leggenda, Charlie Soong lo viene a sapere e s’infuria. Questo fa cessare l’amicizia fra i due bacchettoni cattolici. Ching Ling si sposerà, contro la volontà dei parenti, dice la leggenda, il 25 ottobre del 1915. Leggende romantiche a parte, il 3 maggio del 1918, a 54 anni, Charlie Soong muore a Shanghai per una malattia ai reni. Il 12 marzo 1925, come abbiamo visto di sopra, muore anche Sun Yat-Sen, a Pechino, per una malattia al fegato, procuratagli dall’avvelenamento lento di un esperto avvelenatore, nonché spione, britannico-canadese e “finto ebreo”: Cohen Morris, detto “Two guns” (due pistole).

Non stupirà apprendere che, dopo la morte di Sun, Ching Ling continua a mantenere il suo ruolo di gestione della politica interna. Nel frattempo le bande del KMT si dividono e si confrontano, volendo i loro capi prendere il posto di Sun. Due dei più feroci, Chiang Kai-Shek e Wang Jingwei, caratterizzano più degli altri quel disordine di cui fa menzione Russell nel suo rapporto, fino a che le cose sono messe a pace con il matrimonio di Chiang e la sorelle più piccola della famiglia Soong, Mei-ling. Con questo contratto, Chiang diventa cugino di Sun e tanto dovrebbe bastare per conferirgli i diritti di “successione al trono”, nonostante si parli di Cina repubblicana. A me pare che l’utilità del matrimonio sia più sostanziale che formale. Collocando sistematicamente una delle sue sorelle a strettissimo contatto con i vari capi di governo, TV Soong, padrone associato dei Rothschild della banca centrale cinese, ha modo di controllarli e di vedere se stanno in binario. Questa abitudine di collocare a capo dei governi dei criminali incalliti, associati a potenti organizzazioni segrete e sovversive, prima o poi può rivelarsi pericolosa. Ma i banchieri conoscono più di un trucco per controllare i loro dittatori, gli assassini-genocidi che di volta in volta selezionano per i lavori pericolosi, dopo averli messi a capo delle nazioni presso le quali hanno fatto i loro colpi di stato e hanno installato le loro banche centrali. Quando Sun Yat-Sen dà segni d’intolleranza, per un esempio, lo fanno avvelenare. Quando il suo successore Chiang Kai-Shek rifiuta di dare accesso ai comunisti nel suo governo, per un altro esempio, viene cacciato a Formosa dai finti comunisti, a loro volta invenzione dei banchieri occidentali.

 

Le sorelle di TV Soong, tuttavia, non condividono nemmeno una parte della sorte che tocca ai loro mariti. Infatti, Ching-Ling mantiene il suo ruolo e Mei-Ling seguirà suo marito nel suo esilio forzato a Formosa, dove continuerà a gestire gli affari di stato, lo aiuterà a impiantare una nuova dittatura di una quarantina d’anni e seguiterà a raccogliere fondi dagli Stati Uniti d’America per mantenere in piedi le attività del KTM. Morto Chiang, nel 1975, la moglie, Soong Mei-Ling pare non riuscire a prendere apertamente la poltrona  del marito e se ne torna in America per ritirarsi a vita privata. Vivrà a New York fino al 2003, anno in cui morirà, alla tenera età di 106 anni.

 

Chiang Kai-Shek
Soong Mei-Ling e Chiang Kai-Shek si sposano a Shanghai nel 1927 e quello è lo stesso anno in cui Chiang va a capo del governo, perciò non m’interessa il dettaglio della sua conversione al cristianesimo, che pare ritardi il matrimonio di 7 anni, la sua promessa di divorziare, essendo lui già sposato, come condizioni o ragioni per le quali il matrimonio con Mei-Ling non gli è concesso prima del 1927. Appena preso il potere, Chiang inizia a far espellere i comunisti cinesi e i comunisti russi dalla Cina. Questo è già l’inizio dei suoi problemi relazionali con i suoi burattinai della banca centrale. Infatti, Ching Ling, la sorella sposata con Sun Yat-Sen, disapprova questa politica con vigore. Dal 1927 al 1937 si ha questo periodo di scontri ideologici che viene definito di “guerra civile” in Cina. Abbiamo visto che il ruolo di Mao è assai moderato, perché saranno i giapponesi, e i banchieri occidentali, ad indebolire le armate repubblicane per favorire la successiva installazione dei finti comunisti capeggiati da Mao Zedong; il regime comunista è un’altra invenzione britannica. Finita la seconda guerra mondiale, i soldati giapponesi devono lasciare i loro fucili ai comunisti e abbandonare la terraferma cinese. Inizia quella che la versione ufficiale vuole definire una seconda “guerra civile”, fra KMT e i comunisti, entrambi i gruppi in lotta per prendere il potere. Vince Mao Zedong, cioè, viene fatto vincere Mao Zedong, abbiamo visto come, iniziando a finanziare Mao e a strozzare i rifornimenti a Chiang, e Chiang se ne deve scappare a Formosa con le sue bande di assassini, dove farà scorrere altro sangue inutilmente e non si asterrà dalla sua tradizione di macellaio barbaro, corrotto e pervertito.

 

E le sorelline Soong? Soong Ai-Ling e T.V. Soong muovono le loro famiglie verso gli Stati Uniti d’America, prima che si fondi la repubblica popolare cinese sotto il controllo comunista, nel 1949. Detta così, pare che i banchieri lascino di corsa la terraferma cinese prima di essere a loro volta espropriati dai comunisti. Sarà vero? Semplicemente no, per la semplice ragione che Mao Zedong è una spia inglese e che è installato in Cina dai padroni della banca d’Inghilterra, gli stessi che installano la Federal Reserve negli Stati Uniti e la banca centrale russa in Unione Sovietica. Se è vero, come vuole la leggenda, che T.V. Soong scappa negli Stati Uniti per salvarsi dai comunisti, questo può significare che la sua quota di proprietà della banca centrale cinese se la sono presa i banchieri occidentali, e magari usano Mao anche per questo scopo, per spaventare T.V. Soong ed espropriarlo, come fanno con i Romanov e con tante altre famiglie in giro per il mondo. Non possiamo saperlo per certo a questo punto dell’indagine. Però, altro è dire che l’espropriazione delle quote di T.V. Soong equivale a “nazionalizzare”  la banca centrale cinese. Mao Zedong è un burattino dei banchieri occidentali. Il colpo di stato comunista in Cina, come in Russia, come a Cuba e come altrove, è una manovra voluta e finanziata dai padroni delle banche centrali d’occidente. Lo stesso impianto ideologico comunista è una invenzione promossa e finanziata dai capitalisti d’occidente. Qualunque sia lo status della banca centrale cinese dopo il colpo di stato comunista, vedrai che la gestione e la proprietà di quella banca è ancora saldamente tenuta dalle stesse mani che tengono la Banca d’Inghilterra, la Federal Reserve, la banca centrale russa, e le altre banche centrali del pianeta.

 

Soong Ching Ling
Dopo la partenza di Chiang, e di sua sorella Mei-Ling, Soong Ching Ling rimane in terraferma cinese a dare supporto al partito comunista cinese. Le viene dato il titolo di presidente onorario della repubblica popolare cinese, a Pechino, nel 1981, prima che muoia definitivamente, all’età di 88 anni. Vediamo a questo punto della vicenda che T.V. Soong e la sorella maggiore se ne tornano negli Stati Uniti nel 1949, apparentemente per fuggire i comunisti. Nello stesso tempo, però, le altre due sorelline restano, una a gestire i fatti della nuova dittatura dei finti comunisti in Cina e l’altra a gestire i fatti della nuova dittatura dei finti repubblicani a Formosa. Come si spiega, nella mentalità degli stolti giornalisti di quell’epoca e di quella presente, che un regime assolutamente totalitario, come quello comunista, i cui aguzzini, da subito, prendono ad ammazzare proprietari, dirigenti e quadri d’imprese, intestatari di case, di terreni e di qualsivoglia altro bene materiale, mobile o immobile, e fanno stragi d’innocenti, eliminandoli su scala generazionale, accusando di essere “capitalisti reazionari” tutti i parenti e gli affini di un qualunque proprietario di un qualunque bene materiale, procedendo alla più risoluta forma di espropriazione di tutto ciò che dà la produzione industriale e agraria, come si spiega che lasciano vivere e anzi onorano la moglie del reggente della banca centrale? Come si spiega che non l’ammazzano, che non la impalano subito, come fanno con gli altri minori, costretti a divorare i propri familiari durante le purghe? Ching Ling è una delle massime espressioni del capitalismo occidentale, addestrata negli Stati Uniti d’America, sposata con Sun Yat-Sen, sorella del governatore della banca centrale locale, cognata dall’odiatissimo generalissimo del KTM, Chiang Kai-Shek, eppure viene tenuta in carica con il massimo rispetto, a gestire fondazioni, a mantenere la relazione sempre più stretta e continua con i vertici del partito comunista.

 

Collocare T.V. Soong nella storia cinese moderna
T.V. Soong nasce cattolico in una ricca famiglia cattolica di Shanghai, nel dicembre del 1894. Si laurea alla Harvard Unieversity nel 1915, ricordiamo qui che suo padre, Charles Soong, manda tutti i suoi pargoli a studiare negli Stati Uniti d’America. Subito poi, nel 1917, a circa 27 anni, inizia la carriera politica come segretario particolare del Dr. Sun Yat-Sen. Chi ce lo mette, un ragazzo neolaureato, a fare il segretario del capo di stato? I ricercatori della Hoover non lo specificano, perché i loro saggi sono lavori generici destinati ai lecca-suole degli istituti delle relazioni internazionali. Cerchiamo di salvare quelle poche nozioni utili dalle loro ricerche. Dopo aver servito come diretto collaboratore del capo di stato e di governo, T.V. Soong diventa anche governatore di Canton, ministro delle finanze del KMT (1928-33) e, guarda che bravo, “manager” della banca centrale cinese (1928-34).

C’era una banca centrale nella Cina imperiale? Non c’era in Russia prima del colpo di stato bolscevico. Come e quando nasce, dunque, la banca centrale cinese, diretta da T.V. Soong? Prima o dopo il colpo di stato di Sun Yat-Sen e delle Triadi? Soong semplifica il sistema fiscale e incrementa il gettito tributario, cioè le entrate nelle casse della banca centrale, provenienti dal lavoro delle comunità produttive, come un “buon” direttore di banca centrale sempre fa. Ma non basta, è sempre lui che fonda il mercato mobiliare, la borsa valori dove si scommette sui titoli azionari e sulle obbligazionari, altri istituti cari alla tradizione degli usurai delle isole britanniche. Infine, nel 1931, Soong fonda il National Economic Council, che nel 1934 diventerà il China Development Finance Corporation. Si tratta di un istituto finanziario, che egli realizza con un altro cognato, il magnate H.H. Kung, al quale T.V. Soong ha già dato in sposa la sua prima sorella, Ai-Ling. A che serve questo ente finanziario? Serve ad offrire il credito, cioè il debito, e ad “attirare” capitali stranieri per finanziare – a strozzo – l’industrializzazione cinese.

 

L’orientamento “politico” di T.V. Soong
A differenza di Chiang, e di molti dei suoi banditi del KTM, Soong propende per la guerra contro il Giappone, che in quel tempo ha già occupato la Manciuria. La posizione di Chiang e dei suoi è diversa; loro preferiscono stabilire l’ordine interno, cioè cacciare i finti comunisti, prima di andare a fare la guerra. Nel 1934, T.V. Soong “lascia” l’arena politica, per così dire, si dissocia apertamente dalla posizione dei circoli dominanti dei nazionalisti del KMT. Che significa questo? Devo interrompere un attimo la spremuta dei pochi eventi utili cavati dai ricercatori dell’archivio dell’Hoover Institution. Quali sono i problemi interni che ha Chiang? Perché T.V. Soong vuole trascurarli e fare prima la guerra al Giappone? I problemi interni sono rappresentati dalla crescente presenza del partito comunista cinese, capeggiato da Mao Zedong. Il comunismo, abbiamo visto che è un sistema inventato e impiantato da finanziatori capitalisti d’occidente, in buona parte britannici. Se è vero che T.V. Soong tiene la banca centrale per conto e/o in associazione con la dinastia Rothschild, è chiaro che la sua politica è quella di appoggiare i comunisti o quantomeno di non fare cose contro di loro. I padroni delle banche centrali, usano i comunisti dall’interno e i giapponesi dalla Manciuria, per controllare il loro pupo Chiang. Nel momento in cui T.V. Soong si ritira dalla scena politica, forse rinunciando a qualche incarico, ricordiamoci che la sua sorellina più piccola, Mei-LIn, è sposata proprio con Chiang e partecipa direttamente alla politica del KTM. Il fatto che l’altra sorella di T.V. Soong, Ching Ling, la sposa del predecessore di Chiang, altro nazionalista, sia lì a dare supporto tecnico e politico ai comunisti, è un chiaro indice di un certo atteggiamento doppio-triplo giochista della famiglia di T.V. Soong, la quale, in definitiva, rappresenta la banca centrale cinese e ricalca fedelmente l’atteggiamento delle altre banche centrali più importanti in giro per il mondo, e cioè quello di inventare separazioni e conflitti fra nazioni, o interni alle nazioni, per poi finanziare entrambe le parti che si confrontano, fino alla guerra e al perpetuo indebitamento delle nazioni in conflitto fra loro.

Vedremo in qualche altro lavoro o capitolo che i militari giapponesi, i banditi invasori presenti in Manciuria, sono manovrati da banchieri occidentali, prima contro la Russia, poi contro la Cina, poi contro gli Stati Uniti d’America a Pearl Harbor. E allora i conti tornano. Chiang è un burattino controllato dalla moglie, che è sorella del gestore della banca centrale, che rappresenta interessi di banchieri occidentali, i quali finanziano il comunismo, il loro agente Mao Zedong, dall’interno, e che, da nord, spingono, o si tengono pronti a spingere, i soldati giapponesi ad invadere la Cina se Chiang si fa saltare la mosca al naso e attacca in gran forze i finti comunisti di Mao. L’aperta dissociazione di T.V. Soong da Chiang e dai nazionalisti del KMT nel 1934 è un brutto segnale per Chiang. E, infatti, nel 1937, i soldati giapponesi sono mandati a invadere il resto della terraferma cinese (la Cina è alleata ufficiale, e perciò volutamente trascurata, del governo degli Stati Uniti d’America, prima e durante la seconda guerra mondiale). La commedia vuole che una nazione alleata sia sistematicamente tradita e falcidiata, perché i personaggi di queste alleanze lavorano apertamente ostentando amicizia e, segretamente, per finanziare, armare e mandare alla guerra, contro i loro amici, proprio i nemici dei loro amici.

 

Della promozione dell’indebitamento estero cinese
La dissociazione di T.V. Soong dal KMT, come prevedibile, non dura. Il suo ente finanziario che consente l’accesso ai finanziamenti esteri, cioè all’indebitamento estero, diventa sempre più prestigioso. Oltre a ciò, nel 1940, 3 anni dopo l’inizio della calata dalla Manciuria dei soldati giapponesi sul resto della terraferma cinese,  T.V. Soong si trasferisce a Washington, dove si accomoda per diverso tempo. Fino al 1943, egli negozia sostanziosi finanziamenti per la Cina con il governo statunitense; vedremo poi che queste negoziazioni si traducono in piccola cosa; qualcuno negli Stati Uniti deve favorire l’ascesa di Mao Zedong e impiantare il regime comunista in Cina. Nel 1941, dopo l’attacco a Pearl Harbor, Chiang nomina Soong ministro degli affari esteri, ma Soong se ne resta negli Stati Uniti. Dal 1944 al 1949 Soong è vice premier del governo nazionalista, ministro degli esteri, delegato all’ONU nelle conferenza di San Francisco, inviato a Mosca per negoziare trattati con Stalin su come sistemare le frontiere in Asia centrale e a nord. Come a Versailles nel 1919, sono ancora i banchieri, e/o i loro consulenti tecnici, che negoziano la disposizione delle frontiere alla fine dei conflitti. Ancora Soong è quello incaricato di “combattere” l’iper inflazione del dopoguerra, nel 1946; diventa poi governatore di Canton nel 1947 e, quando nel 1949 i nazionalisti sono cacciati a Formosa, si trasferisce a New York, dove si ritira a confortevolissima vita privata. Morirà nel 1971, a San Francisco, a 77 anni.

 

Della frode delle divisioni e della guerra
Lo scopo di questo lavoro è principalmente quello d’individuare il meccanismo che mette i burattini al potere. La biografia di Mao dovrebbe servire solo a questo scopo, come del resto quella dei suoi due predecessori, entrambi dittatori nazionalisti. È chiaro che, per soddisfare lo scopo di questo lavoro, a me interessano i particolari delle attività di Mao dal 1920 al 1949, perché il resto lo sappiamo già e, una volta dimostrato che anche Mao è un burattino delle banche centrali d’occidente, tutto il resto delle palle che si raccontano sul suo conto, le fandonie sul “grande timoniere” e tutte le altre scemenze di televisione e cartaccia stampata, cade per conseguenza logica e immediata. Infatti, non ci sarà più tempo per considerare il “maoismo” come fenomeno ideologico o politico, e bisognerà finalmente comprendere che le tragedie vissute dalla popolazione cinese dal 1911 al 1979, sono la conseguenza di un lavoro di pianificazione occidentale. Non solo questo, la parte più importante ha a che fare con il quadro geo-poltico d’insieme. Infatti, se si arriva a capire che il comunismo cinese è in impianto ideologico, una truffa, come lo è quello russo e come lo sono tutti gli altri, bisogna allora fare un passo avanti e capire anche che le divisioni ideologiche fra oriente e occidente sono artificiali. Se si capisce che le divisioni ideologiche sono artificiali, per esempio, quelle d’Irlanda, quelle fra Germania est e Germania ovest, quelle fra Israele e la Palestina, quelle fra Cina e Formosa, fra VietNam del nord e del sud, fra Corea del nord e del sud, fra Cuba e gli Stati Uniti, eccetera eccetera, se si capisce questo, si deve capire, finalmente, che chi va alla guerra è, prima di ogni altra cosa, vittima di una frode. Non ha nessun senso andare a combattere, infatti, contro delle forze aliene che sono armate e indottrinate artificialmente. Perciò, chi si arma e va alla guerra, è, prima che un assassino e un degenerato, un fesso.

 

Della biografia di Mao Zedong
Arrivati a questo punto, appare sempre più evidente il motivo per il quale non si cava gran che di utile cercando i fatti della vita di Mao nel trentennio 1920-1949. Il motivo è semplice: Mao non fa quasi nulla prima di andare al potere e, siccome va al potere solo per conseguenza del fatto che Chiang viene mandato a Formosa, c’è assai poco da dire sulle sue “imprese” o sulle sue attività politiche precedenti il 1949. Cosa farà dopo? Si sa un po’ del “grande balzo in avanti”, della riforma agraria e della rivoluzione culturale, i 3 momenti di maggiore stupidità storica del “grande timoniere” di natanti alla deriva.

Secondo un dispaccio dei servizi segreti statunitensi del 1947, ristampato nel dipartimento di stato:

“..è un fatto degno di nota che, subito dopo la presa del potere comunista, nella città chiave di Shanghai, i maoisti hanno interrotto la propaganda anti-britannica”.

La fitta trama del traffico di narcotici dell’estremo oriente è ora perfezionato grazie a quest’ennesima, indulgente, collaborazione finanziaria anglo-cinese.

Nel 1978, il dipartimento di stato statunitense rilascia 1300 pagine di documenti relativi alle attività diplomatiche americane in Cina al tempo della presa del potere dei maoisti. Il RIIA (Chatham House, o Royal Institute of International Affairs, sede strategica delle società segrete fondate da Cecil Rhodes) pubblica i suoi rapporti nel 1977 circa le attività nella regione durante il periodo bellico, prima e dopo, curato dal comitato per l’estremo oriente, il vero ministero degli esteri britannico (vedi “Dope-inc.” p. 143). Entrambi i fasci di documenti conducono alle stesse considerazioni: il processo di creazione di una Repubblica Popolare Cinese comprende un’alleanza fra i trafficanti di droga britannici e quelli cinesi. La negoziazione, da parte inglese, viene condotta da Sir John Henry Keswick e la parte cinese è rappresentata proprio dal braccio destro di Mao Zedong, Chou En-Lai (o Zhou En-Lai). La delegazione cinese è composta anche da altre figure storiche del traffico d’oppio, come Chi Ch’ao-ting, per la Bank of China, K.P. Chen, per la Shanghai Commercial Bank, che è anche a capo della sezione cinese dell’ Institute for Pacific Relations, ed elementi delle cosiddette “Green Gang“, che gestiscono il traffico d’oppio, oltre che in Cina, in tutte le altre grandi nazioni in cui gli espatriati cinesi sono presenti in gran numero. Peter Vladimirov, diplomatico di collegamento sovietico presso il quartier generale di Mao in Yenan, durante il periodo 1941-45, scrive nei suoi diari, pubblicati in Russia, che il partito comunista cinese coltiva oppio nella regione dello Yenan, per lucro, oltre che per uso medico. Il traffico dell’oppio è un grande stimolatore per i flussi di contanti nello Yenan da molto prima dell’arrivo di Mao. Secondo Vladimirov Mao non fa altro che continuare la pratica. Il rappresentante sovietico sospetta inoltre che i vertici del partito comunista cinese tengano contatti con certi visitatori americani del Institute for Pacific Relations.

Del sistema bancario del collettivismo oligarchico cinese
Maoisti e britannici creano l’infrastruttura finanziaria del narcotraffico dell’estremo oriente. Keswick apre i canali di comunicazione fra Pechino e Hong Kong, permettendo le divisioni delle famiglie di banchieri di Shanghai fra la terraferma cinese e Hong Kong, attorno al 1947. Queste divisioni creano le connessioni con gli espatriati cinesi di Londra con i loro affiliati di Pechino. Un’altra rete di espatriati, come i banchieri tailandesi, all’opera dal 1930, si consolida alla stessa maniera, anche se di questi non sono disponibili documenti dell’epoca. Le indagini del Senato statunitense, condotte dal IPR (Institute for Pacific Relations), rivelano indirettamente il ruolo del RIIA (Royal Institute of International
Affairs) nella realizzazione di questa narco-rete finanziaria.

Nationalist Bank of China
La commissione McCarran rende pubblica parte della corrispondenza del segretario generale William Holland, del IPR. Holland è in stretto contatto con i vertici del RIIA di Londra, che sono poi quelli che creano lo stesso IPR che gestisce Holland, e in una delle lettere che si scambiano fra il 1950 e il 1951, Holland segnala la disponibilità (“all’amicizia”) di uno dei massimi funzionari del sistema bancario comunista cinese. Si tratta di Chi Chao-Ting, alto ufficiale nella Nationalist Bank of China, prima della finta vittoria comunista. In quel tempo, essendo i nazionalisti già stati cacciati a Formosa, Chi serve i suoi nuovi padroni finti comunisti con lo stesso senso di lealtà che ha in precedenza per i loro avversari finti nazionalisti. Nel frattempo la banca cambia nome e viene detta PRC Bank of China, cioè, la Bank of China della repubblica popolare cinese. Ma la diserzione di Chi dai ranghi dei finti nazionalisti è preceduta dalla fuga in massa di tutta la cricca di banchieri della ex Nationalist Bank che scelgono di trattare accordi con i comunisti piuttosto che farsi trasferire a Formosa (e anche di questi banchieri capitalisti, e di loro quadri e di loro impiegati, nessuno viene purgato o spedito nei campi di rieducazione comunisti; le competenze di medici e docenti non servono ma quelle dei bancari sì).

Stando alle carte del dipartimento di stato americano, questa fazione di bancari non precari, nel 1949, si organizzano e si accordano per allacciare i collegamenti con i leader cinesi del IPR e il banchiere di Shanghai K.P. Chen, che lascia Shanghai per Hong Kong persino dopo la presa del potere comunista. Stando sempre alla documentazione pubblica, i flussi di contante che riempiono le casse della Nationalist Bank of China durante il periodo della gestione di Chi, proviene dal traffico d’oppio. Il governo di Chiang Kai-Shek continua il traffico di droga durante tutto il periodo della guerra, finita la quale, Chiang viene spedito a Formosa, a fare altre rapine con la sua canaglia, ma i suoi banchieri più preparati rimangono in terraferma cinese, per triangolare i flussi finanziari del traffico di droga. La “diserzione” di Chi Chao-Ting, che si mette al servizio della Bank of China dei comunisti, ripete con gli atti la naturale elasticità degli steli dei papaveri da oppio, che si piegano con il cambiare del vento. Chi farà una carriera formidabile con i comunisti, alto grado, alte cariche, alte qualifiche, alta gradazione degli alcolici offerti ai banchetti, alto numero di vergini da mettere in batteria, e parteciperà a conferenze internazionali in rappresentanza della repubblica popolare cinese. I collegamenti finanziari della Bank of China con l’occidente, allora come ora, si hanno per via della HSBC (Hong Kong and Shanghai Banking Corp.), che ha sede a Londra, il cui governatore dell’epoca è K.P. Chen, e la Standard and Chartered Bank. Un’intera sezione dei banchieri di Shanghai resiste alle pressioni del partito nazionalista di spostare le loro operazioni a Formosa. Essi sanno che, rimanendo in terraferma cinese hanno da trattare con elementi dell’asse Londra-Pechino. Al livello più basso del narcotraffico, le famigerate Green Gangs, gli operatori materiali del traffico e dello spaccio di droga, rompono i legami in massa con il KMT e riparano tutti nei campi dei comunisti. Rapidamente e tranquillamente, l’apparato di produzione e distribuzione d’oppio del dopoguerra è ripristinato tra Shanghai e Hong Kong.

Delle ragioni della vittoria di Mao sul KTM (David Rivera)
Dopo il matrimonio con la sorella di Soong, nel dicembre del 1927, Chiang fa espellere tutti i russi presenti in Cina, salvo i consulenti “comunisti” più competenti, perché quelli li fa arrestare. Mao Zedong, nel frattempo, ripara sulle montagne delle province del nord, dove coltiva l’oppio e inizia a prepararsi assieme ad altri ribelli per una prossima insurrezione.

I 250 milioni da Roosevelt
Nel 1937, soldati giapponesi vengono mandati ad attaccare Shanghai e l’evento si accompagna ad una insurrezione comunista, generando due fronti di guerra per il generalissimo fedifrago. Il giorno 8 di dicembre del 1941, il governo cinese invia un telegramma con richieste di aiuto, contro il comune nemico “comunista”, al governo degli Stati Uniti d’America, il cui incaricato teorico è il presidente Roosevelt. Un prestito di 250 milioni di dollari in oro è l’aiuto militare che proviene in risposta, per stabilizzare l’economia della Cina. 250 milioni si stanziano ma non arrivano. Harry Dexter White, spia sovietica, assistente alla Segreteria del Tesoro, è proprio il soggetto incaricato di assicurarsi che il governo cinese riceva l’oro e però, in un periodo di 3 anni, riesce ad inviare solo 27 milioni.

“Mandiamogli altri 500 milioni”
Nel 1945, il Congresso degli Stati Uniti d’America, i cui partecipanti stonati sono stati persuasi che il primo prestito non sia stato sufficiente, vota e approva un secondo fido, stavolta di 500 milioni, senza che nessuno controlli dove sono andati a finire i 250 milioni approvati in precedenza e, anche questa seconda volta, Dexter fa in modo che al governo cinese non arrivi nemmeno una copeca. L’economia della Cina, le cui risorse vengono assorbite nel doppio conflitto contro le insurrezioni “comuniste” e contro i soldati giapponesi, tracolla, ed è sufficiente la semplice indolenza di un Dexter a mandare in malora le forze armate non stipendiate di Chiang Kai Shek.

Un governo di coalizione con i comunisti
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, un inviato speciale, il gen. George C. Marshall (capo di stato maggiore dell’esercito USA, membro del CFR, Segretario di Stato dal 1947 al 1949, lo stesso che ha piena consapevolezza, mesi prima, dell’imminente attacco giapponese a Pearl Harbor, e che più tardi provvederà a finanziare la ricostruzione di Russia ed Europa) e Patrick J. Hurley sono mandati in Cina per incontrare Chiang Kai Shek. La loro missione consiste nel far pressione su di lui affinché egli dia rappresentanza, nel suo governo, anche ai burattini comunisti (vedi che il trucco si ripete un po’ ovunque, e doveva essere un disegno internazionale di quei tempi; in Italia, con Aldo Moro che si alliscia Enrico Berlinguer, lo chiamano il “compromesso storico”, ma si capisce qui che, anche quella del finto compromesso storico è una politica suggerita dai committenti statunitensi, per motivi loro). I pupi “nazionalisti”, quelli che costituiscono il KMT (Kuomintang), devono ora formare un governo di coalizione con i burattini “comunisti”, perché tanto, così è la loro impressione, il “comunismo” cinese non è influenzato dal “comunismo” russo. Questo dettaglio rievoca le scemenze che si dicono a proposito del caso Moro e di altri casi analoghi. “Moro ha aperto ai comunisti e ha fatto un governo di coalizione con loro, per questo” – si dice – “è stato ammazzato”; i suoi padroni capitalisti, collocati più o meno a Londra e New York, non gli avrebbero perdonato la sua apertura politica; essi, infatti, “hanno come obiettivo la distruzione del partito comunista”, e questa è la seconda grossa idiozia che viene fatta passare per logica assieme alla prima, da certe teste vuote che vanno in giro a starnazzare conferenze, citando personaggi che non hanno mai incontrati e dei quali sanno praticamente nulla. I capitalisti finanziano i comunisti, da sempre, i capitalisti inventano letteralmente il comunismo, perché i protocolli hegeliani vogliono il mondo diviso e quindi servono le divisioni artificiali. Ma i padroni di fascisti e comunisti sono gli stessi e la politica è sempre la stessa, anche in Cina, dove sono loro, i padroni delle banche centrali, che impongono a Chiang di ammettere nel suo governo elementi comunisti, dopo che lo hanno fatto combattere, prima con loro e poi contro di loro. Chiang si rifiuta e perciò viene cacciato. Aldo Moro non può essere stato ammazzato per via della sua apertura ai comunisti, perché quei comunisti erano sponsorizzati dagli stessi padroni di Aldo Moro, quegli stessi padroni che per gli stessi motivi vogliono far fiorire movimenti comunisti un po’ in tutto il mondo, o perlomeno in metà di esso. Evitiamo di andar dietro alle spiegazioni sempliciotte starnazzate nelle conferenze avvinazzate.

Chiang non vuole sentir parlare di comunisti
Tuttavia, Chiang, che oramai si è montato troppo la testa, non vuole accettare i suggerimenti e i moniti intimati dai rappresentanti del capitale, quel capitale che lo potrebbe mantenerlo al potere in terraferma cinese, e decide di non accettare nessun tipo d’influenza, né di presenza ufficiale, “comunista” nel suo governo, dimenticando, o ignorando, che tale influenza può determinare l’afflusso o il deflusso dell’oro inviatogli in prestito dal congresso statunitense, perché il congresso promette e mantiene, ma poi sono gli esecutori che ritardano, e i ritardi dei rifornimenti in guerra comportano fame, defezioni, diserzioni, ribellioni e diserzioni; i tagliagole devono essere retribuiti, altrimenti non mantengono le postazioni. Per questo motivo, anche se non sappiamo con quale pretesto ufficiale, Marshall raccomanda poi ufficialmente la sospensione di tutti gli aiuti statunitensi a Chiang (come se ne fossero mai giunti in proporzione) e, anzi, propone caldamente l’imposizione di un embargo.

Niente oro niente rivoluzioni e niente governo
Niente più carburante per i carri armati cinesi e per i suoi apparecchi, niente più munizioni per le carabine di Chiang e per i suoi cannoni. Ma, ai ribelli “comunisti” sulle montagne del nord, arrivano tranquillamente tutti i rifornimenti che si possono desiderare dalla Russia “comunista”, che a sua volta è ricostruita con il piano Marshall. E il governo russo passa ai combattenti delle montagne cinesi le armi e le munizioni precedentemente sottratte ai soldati giapponesi; oltre a ciò, fa loro gran regalie di tutto il materiale precedentemente prestato, noleggiato e affittato, dal governo statunitense all’Unione Sovietica (vedi La macchinazione del comunismo, o Del Complotto Comunista, per avere un’idea dei materiali che il governo USA invia a supporto dell’economia e dell’armata russa).

Propaganda “capitalista” a beneficio dei rivoluzionari “comunisti”
Presto, anche il narcotrafficante Mao Zedong si ritrova equipaggiato ed armato a sufficienza per prendere il potere e scacciare il generalissimo Chiang nella vituperata isola di Taiwan, Formosa, dove il generalissimo, giubilato e profondamente umiliato, può sfogarsela con una popolazione tendenzialmente mite, perché relativamente ordinata da 50 anni di disciplina giapponese, generare rinnovata sofferenza e far versare rinnovato sangue. Gli alti impiegati del Dipartimento di Stato statunitense, come Harry Dexter White e Owen Lattimore, che erano membri anche del “Institute of Pacific Relations“, oltre a pianificare il collasso dell’economia cinese, falsificano anche dei documenti, per dimostrare che i “comunisti” cinesi sono in sostanza degli onesti zappaterra che fanno una leggerissima pressione sul governo per ottenere una semplicissima riforma agraria. Così, ripetendo i soliti schemi che la gente ignorante sempre si beve con noncuranza, dal 1943 al 1949, rotocalchi come il Saturday Evening Post (che ci ricama sopra una sessantina di articoli) e Colliers, sostengono e promuovono il movimento comunista cinese. E, mentre il narcotrafficante Mao Zedong viene fatto passare per un onesto riformatore agrario, Chiang viene dipinto come un “dittatore corrotto e pervertito” (ed è un trucco che funziona sempre anche ai giorni nostri, decide la propaganda chi va e chi viene).

Le minacce russe alla Cina nazionalista
Nel 1945 Lattimore spedisce al presidente americano Truman un memorandum con il quale suggerisce un governo di coalizione “nazionalista-comunista”. Secondo alcuni ricercatori e storici avveduti, il governo russo spedisce a quello cinese un telegramma con il quale minaccia la distruzione della Cina in caso non si arrendano subito alle forze insurrezionali. Tecnici cinesi vengono invitati in Russia a vedere la bomba atomica con la quale la Cina sarebbe polverizzata in caso di mancata resa e, con il progredire della novella, anche Chiang prende a inviare telegrammi; ne manda uno subito al presidente Truman con un’ulteriore, chiara ed esplicita, richiesta di aiuto. Truman rifiuta.

“Inviamogli altri 125 milioni”
E nel 1948 il Congresso statunitense approva un terzo affidamento per Chiang, è l’invio ufficiale di 125 milioni di dollari in aiuti militari alla Cina nazionalista, dove Chiang è ancora al potere ma anche in quel caso il denaro non arriverà mai a destinazione, perché viene trattenuto e rallentato dalle formalità dei burocrati di cui abbiamo letto di sopra. Chiang viene sconfitto e nell’ottobre del 1949, 450 milioni di cinesi vengono assoggettati al nuovo regime “comunista” che s’installa con l’auto-eletto presidente Mao Zedong, dopo aver scacciato a-calci-in-culo il generalissimo Chiang sull’isoletta di Taiwan.

Del pretestuoso marxismo del presidente Mao Zedong
L’isola di Taiwan, o Formosa, è a 110 miglia sotto la costa orientale della Cina continentale. Il presidente Mao, che annuncia nel 1921 di essere marxista, dopo aver dato un’occhiata sommaria al manifesto del partito comunista, prende il potere nella Cina continentale e decide che Pechino diventa la nuova capitale. Il 14 febbraio del 1950 viene siglato un trattato d’amicizia di trent’anni fra Cina e Russia.

Il piano “comunista” per la conquista del mondo
Nel marzo del 1953, il presidente Mao propone al governo russo il piano per la conquista del pianeta, in cui tutti gli Stati, eccetto gli USA, andrebbero sotto il controllo della dittatura comunista, entro il 1973. Il progetto delirante di Mao viene chiamato il “Memorandum del nuovo programma di rivoluzione mondiale“, e portato a Mosca proprio dal Ministro degli Esteri cinese, Chou En Lai. La prima fase di questo progetto squadernato dovrebbe essere completata entro il 1960, e il memorandum fa appello a Formosa, alla Corea e all’Indocina, di condividere il vessillo rosso- sangue del partito comunista. Il 15 luglio del 1971, il presidente Mao fa anche appello a tutto il pianeta Terra, esortando le popolazioni del mondo ad “unirsi e a sconfiggere gli aggressori imperialisti americani, assieme a tutti i loro tirapiedi“. L’appello non viene preso sul serio, o forse non viene compreso perché scritto in cinese. Però sappiamo che con queste buffonate si coprono le guerre di Corea e dell’indocina, che sono già tutte progettate prima del 1949. La guerra deve continuare.

 

Nixon e la Cina alle Nazioni Unite
Mentre sta facendo la sua campagna elettorale, nel 1968, Richard Nixon si lascia proferire, pubblicamente, la seguente affermazione: “io non riconoscerò la Cina comunista adesso, e non concorderò con la sua ammissione alle Nazioni Unite”. Più avanti, nel suo libro titolato “Le sei crisi”, egli scriverebbe:

..ammettere la Cina rossa alle Nazioni Unite sarebbe una beffa alle disposizioni previste nel suo statuto, le quali limitano l’accesso solo alle nazioni associate al club ‘peace-loving-nations’. E la cosa più inquietante di ciò sarebbe che, quella sorta di rispettabilità derivante dall’ammissione alla comunità delle Nazioni Unite, incrementerebbe il potere e il prestigio della Cina comunista in Asia e probabilmente indebolirebbe in modo irreparabile i governi non comunisti di quell’area”.

Dei rapporti amorevoli tra finanza capitalista e comunismo
Nonostante le chiacchiere per i giornalisti e gli ascoltatori disattenti, è proprio Nixon il primo ad aprire il dialogo con la Cina comunista e, nel 1971, la Cina Comunista ha le sue seggiole debitamente collocate fra gli Stati membri a pieno titolo delle Nazioni Unite; la “Repubblica” di Taiwan (o Formosa, detta anche Republic of China, perché da essa i fantasisti di Chiang si immaginano di governare anche il resto della Cina continentale), invece, ne viene cacciata fuori. Quando poi Nixon e Kissinger iniziano i loro viaggi diplomatici in Cina comunista, nel 1971, che continuano fino ai tempi di Ronald Reagan nel 1984, i rapporti fra gli Stati Uniti e la Cina comunista diventano tanto amorevoli quanto lo sono stati ai tempi della loro alleanza militare, nel 1937.

“C’è una sola Cina…”
Nel 1978, il presidente americano Carter approva l’invio di tecnologia statunitense alla Cina comunista e il governo statunitense riconosce le piena dignità del governo comunista come l’attuale, unico e ufficiale, governo cinese. Nel 1979, Carter, fra le tante stupidaggini che gli capita di dire durante la sua amministrazione, si lascia scappare un’affermazione in pubblico che recide in modo triste i rapporti diplomatici con Taiwan:

“C’è una sola Cina” – dice – “..e Taiwan è parte di essa“.

 

La leggenda del presidente Mao
Quello sotto è un mozzicone riadattato di una delle tante biografie ufficiali di Mao Zedong, primo presidente e capo di stato della Cina comunista, terraferma insanguinata che egli piaghereà dal 1949 al 1976. Noterai qui, e in tutte le altre biografie ufficiali, di lui o di altri uomini storici, che non si accenna mai al COME. Si dice di questo e di quello che hanno fatto questo e quello ma non si spiega mai COME lo hanno fatto. Per esempio, “Mao organizza la rivolta…”, “Mao guida il movimento…” ma COME fa ad organizzare il movimento? Con che denari? Chi lo finanzia? E perché chi lo finanzia sceglie proprio di finanziare lui? Come entra lui in contatto con i suoi finanziatori? Quali sono le condizioni e le guide che gli danno per fargli fare quello che farà? Se leggi le biografie sbatti contro la sintesi necessaria e sempre insufficiente di un curriculum vitae. Ti si elencano una serie di imprese, enfatizzando quelle riuscite e trascurando o tacendo quelle fallimentari, ma nessuno mai ti spiega COME e perché Tizio è eletto per quella perticolare impresa. Del resto nessuno mette sul suo CV che è stato assunto in RAI perché raccomandato o che ha vinto il concorso in GdF perché ha pagato, e nemmeno ti viene mai fatta una domanda del genere: “come hai fatto ad ottenere quel posto?” Una volta che lo hai lo hai, e nessuno ti toglie il merito, in genere. Ma nella biografia storica degli uomini da ricordare, da ricordare se non altro per le centinaia di milioni di persone che hanno indotto alla morte, questo è un dato fondamentale. Se capisci il COME uno va al potere, capisci pure che al potere ci può andare praticamente chiunque e, se capisci il COME ha fatto ciò che ha fatto, capisci pure che per fare quello che ha fatto sono necessarie, assolutamente necessarie, sempre e comunque, le risorse finanziarie. Alla base di ogni moto popolare, guerra, rivoluzione o insurrezione, c’è il DENARO. Per fare le guerre, le rivolte, le insurrezioni, le rivoluzioni, i movimenti politici, per distribuire propaganda stampata o ciarlata per radio e in Tv, serve il denaro. Chiang, senza l’oro promesso è costretto a Taiwan. E i contadini vietnamiti che si svegliano d’un tratto nazionalisti, da chi e COME, con che cosa, comprano i fucili che imbracciano per alimentare il loro finto orgoglio nazionalistico? Gli impianti ideologici, per quanto elaborati e complessi (o ripetitivi, perché quelli di destra sono spesso copiati da sinistra e viceversa, come quelli religiosi) servono solo a pretesto per i posteri.

Mao Zedong nasce in un villaggio di contadini che si chiama Shaoshan e che si trova nella contea di Xiangtan, nella provincia di Hunan. Nasce da una famiglia di coltivatori agricoli e inizia a darsi da fare sul presto perché, quando ha solo 14 anni, il padre lo fa sposare con Luo Shi, una topa non tanto alta ma un più grandicella di lui per età. Più tardi Mao vorrà ricusare il matrimonio. Nel 1911 si iscrive alla scuola media superiore per normali di Changsha e, in ottobre, pur di non farsi venire la schiena curva sui libri, entra nell’esercito repubblicano. Nel 1912 viene congedato e si iscrive a scuole diverse, un po’ qui e un po’ lì. Nel 1913  finisce alla scuola magistrale di Changsha e nel 1915 – anziché pensare a studiare – partecipa ad una protesta di studenti e viene eletto segretario dell’Associazione studentesca. Nonostante ciò, Mao riesce a diplomarsi nella scuola per normali di Hunan e nel 1918 e si avvicina agli ambienti universitari, lavorando come assistente bibliotecario dell’università di Pechino. Inizia così a sviluppare un certo interesse per i libri: li tiene in ordine, li archivia in successione alfabetica e li spolvera almeno una volta a settimana. Sempre durante la sua collaborazione come assistente bibliotecario, prende a strofinarsi contro le natiche della figlia di un professore, Yang Chao Qji. Dai oggi dai domani, i due finiscono per sposarsi; lui la mette incinta, almeno una volta di persona, e le fa fare due figli: Mao An ying e Mao An Qing. Ogni volta che ne chiama uno –  a causa dell’assonanza dei loro nomi – quelli se ne vengono sempre assieme. Lei, la sposa, Yang Kai Hui, sarà presto imprigionata ed ammazzata dai soldati di Jiang Jieshi (che in occidente viene detto inspiegabilmente Chiang Kai Shek). Nel 1919, Mao dirige una rivista, così, tanto per fare qualcosa e tenersi impegnato, la Rivista del fiume Xiang, in dicembre parte per Pechino e la rivista non si stamperà più (e meno male). Passando casualmente a visitare la biblioteca in cui aveva spolverato i libri in precedenza, gli capita poi di urtare uno scaffale dal quale cade un volumetto di cento pagine, scritto nel 1848 e attribuito erroneamente a Marx ed Engels: “il manifesto del partito comunista”. Mao non lo leggerà, ma è subito colto da una visione rivelatrice, egli intuisce che, con una buona chiacchiera, anche un bifolco che parte dal narcotraffico può diventare presidente di una nazione. Sfogliando a caso dal libretto si vedono alcuni impianti ideologici eversivi del complotto capitalista per espropriare la concorrenza con il trucco del comunismo:

“Formazione del proletario in classe, rovina della signoria borghese, conquista del potere politico da parte del proletariato”.

Il giovane scioperato con istruzione magistrale non comprende il significato di quelle proposizioni ma il trucco per soggiogare le masse sta proprio nell’intrattenerle con slogan incomprensibili e senza senso. Bisogna fare solo una variazione rispetto alle oscure e indecifrabili considerazioni attribuite a Karl Marx, dipendente diretto della casata dei Rothschild, sostituire il proletariato della fabbrica con il proletariato contadino. Se non riesce la prima idea, portare i contadini nelle fabbriche e lasciar marcire i raccolti, già insufficienti per sfamare mezzo miliardo di persone. Con la fame si convinceranno.

Nel 1920 Mao Zedong torna a Changsha e fonda il “Gruppo per lo studio degli affari Russi”. Organizza gruppi marxisti e comunisti. Nel 1921 partecipa in qualità di delegato al Congresso del Partito Comunista Cinese. In ottobre diventa segretario del comitato del Huna;, anziché spolverare libri, inizia a mettere a posto le carte; nel 1922, in settembre, non riuscendo a trovare cose utili da fare, assieme a Liu Shaoqi, organizza lo sciopero dei minatori di Anyuan; in novembre viene eletto presidente dell’Associazione dei sindacati dello Hunan. Nel 1923 Zao Hengti ordina l’arresto di Mao che se ne frega bellamente di Zao (poi, “zao!” pronunciato così può significare “stronzo!”) e  fugge via, abbandona lo Hunan senza fare le valigie. In maggio lavora alla direzione del PPC a Shanghai e in giugno partecipa al Congresso del PPC a Canton; essendo un giovane alla moda, viene eletto nel comitato centrale.

Nel 1925 riprova a infastidire i latifondisti dello Hunan e riesce a farli inalberare organizzando il movimento dei contadini dello Hunan (appunto); per sfuggire alle truppe di Zao Hengti, se ne riscappa a Canton. In agosto del 1926 torna per la terza volta nello Hunan per guidare il movimento contadino, evidentemente erano gli unici che gli davano retta. Nel 1927 iniziano a venire alle mani: in marzo pubblica una novella bucolica dal titolo: “Rapporto dell’inchiesta sul movimento contadino di Hunan”, in aprile partecipa al congresso del PPC a Wuhan, in agosto guida “l’insurrezione del raccolto di autunno” – fatta in agosto altrimenti in autunno che raccogli? – in settembre viene arrestato ma riesce a fuggire, con l’aiuto non si sa di chi; organizza allora una piccola associazione sovversiva, un piccolo esercito partigiano, e stabilisce una base rivoluzionaria sul Jing Gang Shan, in cima alle montagne. Diciamo pure che la rivolta del raccolto autunnale fu molto sfortunata e che, se non fosse per l’aiuto di qualche santo, Mao non sarebbe andata a raccontarla in giro. Mao Zedong riuscì molto fortunosamente a fuggire alle guardie che lo stavano portando ad essere giustiziato e assieme alla sua malridotta banda di guerriglieri si rifugio’ sulle montagne del Jing Gang. Non altrettanto fortunata la sua seconda moglie, Yang Kai Hui, che , come si diceva, è fatta a pezzettini dalle forze regolari del Kuomintang. Nel 1928 Zhu De si unisce a Mao sul Jing Gang Shan; viene costituita la quarta armata rossa, anche se nei fatti era una banda di guerriglieri abbarbicati sulle montagne poco armati e male equipaggiati. In ottobre, disponendo di tempo da perdere, scrive un’altra opera, da ricordare perché la scrisse proprio lui, ma nessuno la leggerà mai: “perché può esistere in Cina il potere rosso”. Poi in Novembre scrive: “la lotta sul Jing Gang Shan” e il saggio purtroppo rimasto inedito: “Come trovare le bacche sotto la neve del Jing Gan Shan per sfamare i soldati della quarta armata”. Nel 1929 la banda di Mao e quella di Zhu, probabilmente ricaricati da qualche sponsor rosso del nord, scende a valle, invade il Jangxi meridionale e il Fujian occidentale. Si affacciano i primi problemi di accordo sulla strategia e Mao pensa sempre di saperla più lunga degli altri compagni di lotta, tanto è vero che scrive un rapporto che presenta alla conferenza di Kutian dal titolo: “Come correggere le idee errate del partito”. Appena visto che dava i numeri, i dirigenti di partito lo rimuovono dalla carica e lo sostituiscono con alcuni individui più direttamente in linea con la politica dei Bolscevichi di Mosca, e fra questi il benamato Zhou Enlai.

Frammenti sulla Cina comunista contemporanea
Il governo cinese sembra mostrare grande sobrietà e astuzia tattica nei passati 29 anni di rivoluzione economica. Tanta sobrietà ed astuzia da generare uno sviluppo economico senza precedenti storici al mondo e da determinare il grande distacco numerico da tutti gli altri paesi asiatici, compreso il Giappone. Tuttavia, con le olimpiadi si presentano eventi imprevisti che mettono in gravissimo imbarazzo il Governo di Pechino perché, da marzo in poi, si trovano addosso gli occhi di tutto il mondo, con televisioni e cartaccia stampata a dedicare attenzione ai fatti che normalmente si gestiscono in casa e a porte sempre molto ben’ chiuse. Il governo cinese, in questo caso riflettendo a pieno l’animo dei suoi cittadini, è assolutamente interessato ad apparire benvisto agli occhi stranieri del mondo. Le apparenze contano tantissimo nella mentalità del compresso cervello cinese e figuriamoci in quella delle cosiddette “étile al potere”; una buona immagine proiettata all’esterno, assieme alla garanzie di sicurezza e stabilità sociale offerta dal manganello, attirano i capitali stranieri. L’attrazione di flussi di capitale straniero è uno dei tre parametri fondamentali che hanno basato tutta la politica riformista e i grandi successi economici delle politiche attribuite al successore di Mao, Deng Xiaoping. Ma i capitali stranieri non sono stati attirati dal basso costo della mano d’opera e dalla stabilità sociale quanto da una politica fiscale particolarmente vantaggiosa per loro. La peculiarità della situazione cinese, vale a dire ciò che rende la Cina il paese ove sia più vantaggioso investire rispetto al resto dell’Asia e del mondo, è la politica fiscale di prima del 2008, oltre alla stabilità politica e sociale di un regime liberissimo e però anche durissimo, che ammazza quasi 5000 cittadini all’anno solo secondo le stime ufficiali delle esecuzioni capitali. La stabilità si ottiene mantenendo un sistema mono-partitico, dove il concetto di libertà, anche solo formulato teoricamente, è considerato un vizio, come l’alcol e il fumo, e divente un vizio non più tollerato quando la libertà individuale, che appare certe vole illimitata, si trasforma in attività politica, quale che sia. I vizi accorciano la vita e la rendono faticosa, possono causare malattie gravi e irreversibili.

Fino a qualche mese prima del marzo 2008, i problemi in Cina comunista si risolvevano con silenziosa e sistematica risolutezza. I soggetti malati o contaminati dal vizio della libertà politica erano fatti sparire in silenzio, senza troppi fastidi. Ma la promozione commerciale, il marketing, le fiere, le manifestazioni internazionali, hanno fatto aumentare la presenza di “osservatori” stranieri in Cina e, finalmente, l’euforia di attrarre lo straniero, l’esterofilia che mostrano i cinesi in ogni sorriso e in ogni atto di benemerenza, fanno commettere l’errore fatale di ospitare le olimpiadi e con esse tutta la propaganda falsamente contraria al sistema dell’educazione politica coercitiva. Alcuni fatti che prima passavano inosservati ora vengono alla luce con grandissima enfasi e fra questi vi sono 3 episodi di cronaca che dovrebbe destare i parassiti dei consolati italiani: la morte di due studenti italiani e il ferimento di un terzo. Il 2008 è l’anno in cui pervengono alcune testimonianze sulle tecniche di condizionamento usate nei campi di prigionia, i famigerati Laogai e i manicomi criminali, l’anno in cui BBC e CNN sono temporaneamente ripristinati (“ma comportatevi bene”) sulla terraferma cinese, ed è lo stesso anno in cui esce il libro che racconta di queste vicende intrecciate di napalm, Kalashnikov, khmer, e la iattura di un popolo che ha vissuto nella narcosi del ricordo dei sogni di gloria, delle fiabe e dei proverbi nei biscottini friabili. Il coraggio di trattare certe questioni con un’angolazione particolare non ha precedenti, anche se sono molti quelli che puntano il dito contro il governo cinese e i suoi sistemi freedom killer. Nanchino è il nome di un cotone usato per gli abiti estivi, ma è anche il nome di una città vicino alla quale esiste un centro di recupero d’igiene mentale. Ve ne sono molti altri nel nord e nel nord est della Cina Popolare. In questi centri di recupero si viene curati e portati a diventare fedeli collaboratori del governo centrale delle cosiddette “étile al potere”. Si viene recuperati con sistemi basati sul condizionamento operante, ispirati alle storiche ricerche del fisiologo russo Ivan Pavlov e richiamati, diciamo circostanziati, anche nei racconti brevi tratti da: “La Paranoia di Osvaldo”.

Published by cma-sceneggiatore

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